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La parola a Gianni Rodari

La parola a Gianni Rodari
novembre 04
08:58 2014

In vacanza si ha un po’ più di tempo per leggere, o almeno si spera di riuscire a dedicarsi un po’ di più a questa attività. Io parto sempre carica di libri, di articoli di giornali strappati che conservo con l’intenzione di leggerli “non appena avrò cinque minuti di calma”, e naturalmente carica di buone intenzioni, ma non sempre riesco nel mio intento essendo, come molti genitori, occupata per gran parte della giornata in attività all’aria aperta insieme ai miei bambini.

Approfittando di un loro riposino pomeridiano, mi sono imbattuta in un vecchio articolo di Gianni Rodari: senza dilungarmi in commenti non necessari, lascio a lui la parola perché ritengo che ciò che esprime sia di grande valore e possa essere un buono spunto di riflessione per i genitori. Almeno per me lo è stato e continua ad esserlo.

“Quello che i bambini imparano a scuola rappresenta la centesima parte di quello che imparano dai genitori, dai parenti, dagli amici, dall’ambiente fisico e sociale in cui crescono, dalle strade, dalla televisione, dai giochi, dagli oggetti, da tutto e da tutti. Imparano assorbendo parole e nozioni, immagini e valori: non certo in modo passivo, del resto, ma sempre reagendo con le forze della personalità, assimilando il nuovo a schemi precedenti, cambiando continuamente questi schemi.

Un lavorio intenso, senza pause e senza tregue, che in fondo non conosciamo neanche bene, nel concreto, ma solo – a nostra volta – per schemi, che non siamo nemmeno tanto pronti a rinnovare. Troppo spesso ci fidiamo della nostra memoria, che ci inganna su tutti i punti perché ci fa confrontare il bambino d’oggi, che cresce nel mondo d’oggi, coi bambini che noi siamo stati, in un mondo infinitamente diverso. Ci fidiamo delle “grandi linee” che ci descrivono gli studiosi di psicologia dell’età evolutiva, non sempre attendibili, perché pochi di loro lavorano dal vero, molti non fanno che scriversi l’uno addosso all’altro, in una permanente trasmissione di conoscenze libresche.

Un bambino, ogni bambino, bisognerebbe accettarlo come un fatto nuovo, con il quale il mondo ricomincia ogni volta da capo. Questa è la cosa principale che dovrebbero insegnare ai genitori i manuali per l’educazione in famiglia, e ai maestri i trattati di pedagogia e di didattica”.

L'autore

Luisa De Angelis

Luisa De Angelis

Specializzata in Psicoterapia Cognitivo - Comportamentale, si occupa della cura dei disturbi d’ansia, del comportamento alimentare e dell’umore. Da sempre il mondo dell’infanzia ha suscitato il suo interesse e parallelamente all’attività libero professionale, in cui si dedica al sostegno della genitorialità e della maternità, insegna part-time in una scuola dell’infanzia. E' mamma di due bambini. Riceve a: • Modena in V.le Verdi n. 46 • Formigine in Via Trento Trieste n. 86 c/o il Centro di Consulenza e Psicoterapia Contatti: cell. 331/1092457 e-mail: info@luisadeangelis.it www.luisadeangelis.it

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