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I bambini e la paura dell’acqua

I bambini e la paura dell’acqua
luglio 05
08:53 2015

Estate: tempo di vacanze per molte famiglie, di giochi con l’acqua e di bagni in mare o in piscina per tanti bambini.

Il contatto con l’acqua, però non sempre, è un’esperienza piacevole per tutti. Ci sono bambini che guardano con interesse e curiosità il mare, ma poi rimangono “incollati” sul telo da bagno e non vanno oltre il bagnasciuga; ci sono quelli che, invece, sembrano fatti per vivere in acqua e quelli che prima di immergersi si dimostrano spaventati, ma una volta entrati si convincono ad uscire solo dopo numerose chiamate, trattative e a volte perfino minacce.

Premesso che ogni bambino è un caso a sé, e che le paure sono episodi frequenti e comuni che accompagnano la crescita infantile inscrivendosi nel normale sviluppo psichico: che cosa, in linea generale, è opportuno fare per aiutare un bambino che appare infastidito, spaventato e che rifiuta il contatto con l’acqua?

  • Con la forza non si ottiene nulla, provate ad incoraggiarlo con gentilezza Spingere il bambino contro la sua volontà, schizzarlo o fargli scherzi in acqua, non fa altro che rafforzare la sua paura e portarlo ad allontanarsi dalla situazione. Inoltre, fargli notare che “tutti gli altri bambini fanno il bagno” non lo aiuterebbe, ma potrebbe farlo sentire inadeguato. 
  • Procedere gradualmentePer rassicurare un bambino che appare terrorizzato o molto spaventato si può procedere per gradi limitando, ad esempio, i primi contatti al bagnasciuga o al bordo piscina. Quando queste situazioni saranno vissute senza difficoltà, allora, si potrà proporre al bambino di toccare l’acqua con le mani o con i piedi rimanendo vicini alla riva o al bordo. Pian piano, senza forzare ed insistere eccessivamente, al bambino potranno essere proposte situazioni che prevedono un maggiore contatto con l’acqua magari con l’ausilio dei suoi giochi preferiti.
  • Dare il buon esempioSe in acqua vi sentite sicuri e a vostro agio, riuscirete in modo naturale a guidare vostro figlio e a farlo sentire protetto e al sicuro. Molto probabilmente, dopo alcune esperienze piacevoli e divertenti, il bambino si staccherà di sua iniziativa da voi e proverà a tenersi a galla da solo con l’ausilio degli strumenti (salvagente, braccioli) più adatti all’età. Se al contrario, voi per primi avete paura e fare il bagno con il bambino vi crea ansia, lasciate che il bambino venga accompagnato da un altro familiare in modo da evitare da trasmettergli l’idea che quello che state facendo sia pericoloso. Le paure cambiano in base all’età.  Molto spesso la paura dell’acqua si risolve spontaneamente con il tempo.  Quando una paura, invece, persiste e quando interferisce con le attività quotidiane, si parla di FOBIA, intesa come paura ingiustificata di un oggetto o di una situazione, il contatto con il quale determina una intensa reazione di angoscia. La fobia ostacola la vita quotidiana ed è all’origine di reazioni eccessive e inadeguate, finalizzate ad evitare ogni contatto con l’oggetto o l’evento che crea ansia. Nel caso dell’acqua, il bambino che sviluppa una fobia nei confronti di questo elemento ha reazioni molto intense che non sono circoscritte solo a situazioni nuove e meno conosciute come il mare o la piscina, ma è turbato da qualsiasi contatto e ciò impedisce l’esecuzione di normali pratiche quotidiane di igiene personale come il bagno e la doccia. In questi casi è bene considerare la possibilità di far valutare la situazione ad uno specialista, per tutti gli altri casi spesso basta sostenere il bambino e rispettare i suoi tempi senza essere insistenti.

L'autore

Luisa De Angelis

Luisa De Angelis

Specializzata in Psicoterapia Cognitivo - Comportamentale, si occupa della cura dei disturbi d’ansia, del comportamento alimentare e dell’umore. Da sempre il mondo dell’infanzia ha suscitato il suo interesse e parallelamente all’attività libero professionale, in cui si dedica al sostegno della genitorialità e della maternità, insegna part-time in una scuola dell’infanzia. E' mamma di due bambini. Riceve a: • Modena in V.le Verdi n. 46 • Formigine in Via Trento Trieste n. 86 c/o il Centro di Consulenza e Psicoterapia Contatti: cell. 331/1092457 e-mail: info@luisadeangelis.it www.luisadeangelis.it

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2 commenti

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