Tempo libero non è sinonimo di tempo perso!

Si…sono fin troppi i genitori che la pensano così. In questa categoria proveremo a farvi ricredere e a pensare al Tempo Libero come ad uno dei momenti più importanti per la crescita dei vostri bambini. Buona lettura.

Il Tempo secondo i bambini.

A noi adulti, non tutti , riesce facile distinguere il tempo libero da quello in cui siamo impegnati nell’arco della giornata. Per i bambini non è esattamente così. Innanzitutto cominciano ad essere consapevoli del tempo che passa, inevitabilmente, solo dopo gli 8 anni.

Infatti, come molti genitori sanno, per far comprendere ad un bambino lo scorrere delle ore sono necessarie una serie di piccole azioni che si ripetono regolarmente: quella che noi grandi chiamiamo routine. Di questa routine deve far parte anche il tempo libero, magari intesa come quella porzione di tempo in cui è il bambino a scegliere e a decidere come divertirsi.

Perché il tempo libero non è tempo perso.

Lo sapete che secondo una ricerca dell’Università del Colorado il tempo libero favorisce l’intelligenza? E’ proprio così! Dallo studio (una serie di test cognitivi), svolto su 70 bambini di 6 anni, si è dedotto che i bambini impegnatissimi tra corsi e attività sportive programmate raggiungevano punteggi molto più bassi rispetto ai loro coetanei che invece per una parte della giornata avevo la possibilità di spendere il tempo libero a loro piacimento. E’ bene dunque che i nostri bambini abbiamo la possibilità di annoiarsi un po’. La noia, cari genitori, non è una malattia. Dovremmo abituarci a riscoprire la potenzialità dei ritmi lenti anche per i nostri figli. Far scegliere loro cosa fare: una scorrazzata al parco giochi, divertirsi con gli amichetti o giocare da soli, può essere solo un bene.

Ecco qualche altro consiglio.
Decidere autonomamente cosa fare accrescerà in loro lo spirito di indipendenza e la capacità di perseguire buoni propositi: nella vita. Perciò lasciate libero sfogo al loro bisogno di improvvisare. Anche se quello che fanno vi sembrerà non avere un senso, non significa che non ce l’abbia per i vostri bimbi. Lasciandoli giocare da soli potrete emozionarvi a guardarli parlare con i loro amichetti immaginari o potrete ascoltare le storie frutto della loro fantasia e del loro innato senso creativo. Siate i compagni di gioco perfetti, lasciatevi coinvolgere dalla loro gioia viva e vera di esplorare il mondo che li circonda.

Non etichettate il tempo libero: è libero!!! Arrivederci al prossimo post.

Il tuo benessere la sua Salute!

“Il parto deve essere il tuo più grande successo, non la tua più grande paura”. Con questa frase motivazionale ti diamo il benvenuto nella categoria del nostro blog dedicata alla Salute dei bambini. Nei prossimi post analizzeremo degli argomenti in dettaglio, ma prima di ogni cosa non potevamo fare a meno di rassicurare le mamme in dolce attesa con qualche utile consiglio. Sono milioni, infatti, le domande che ogni giorno si pone una futura mamma, soprattutto alla prima gravidanza.

Stare bene…in 2!

La salute del bambino dipende davvero dalla salute della mamma? Se è vero che il feto che sta crescendo nel grembo materno ha già ereditato, con il patrimonio genetico di mamma e papà, caratteristiche fisiche e anche la sua futura salute. E’ anche vero che lo sviluppo e la salute del bimbo dipenda anche e soprattutto dall’ambiente in cui si sviluppa e cresce settimana dopo settimana: il pancione della mamma. Proprio per questo motivo la salute della madre, il suo stile di vita, la sua alimentazione e anche l’ambiente che la circondano sono fondamentali per consentire al feto di crescere bene e di nascere in condizioni ottimali.

Ecco i consigli da seguire in gravidanza.

Prestate attenzione alla vostra alimentazione. Fate in modo che sia sana ed equilibrata. Ben vengano frutta e verdura ricche di folati, i cereali, carne cotta senza esagerare, e poi tanta tanta acqua oligominerale, non gasata: almeno 2 litri al giorno. Vi consigliamo inoltre di assumere acido folico attraverso degli integratori specifici. Questo ridurrà del 70% il rischio di malformazioni congenite.

Evitate la carne cruda o i salumi poco stagionati. Così come i formaggi a breve stagionatura o quelli a pasta molle. Eliminate le uova crude e il latte non pastorizzato. Il pesce crudo, quello affumicato e i frutti di mare ovviamente. Attenzione anche alla frutta e alla verdura cruda non lavata.

Per ridurre il rischio di diabete gestazionale, di parto prematuro e di lesioni durante il parto, di gestosi e di macrosomia del feto vi consigliamo di assumere dalle 1600 alle 2400 kcal massimo. Cercate di mantenere il giusto peso: durante tutta la gravidanza dovreste prendere dai 9 ai 16 kg in più.

Attente al vostro stile di vita: No Alcool, No Fumo, No Stress! Praticate yoga, passeggiate, nuotate, fate ginnastica e perché no anche la danza del ventre potrebbe esservi utile! Una chicca: per tenere in allenamento il pavimento pelvico sollecitato durante il parto potete fare questo esercizio. Stringete e trattenete i muscoli del perineo per 5 secondi e poi rilasciateli per altri 10 secondi, ripetete l’esercizio a serie di 10 ripetizioni per 2/3 volte al giorno.

Quali sono i tipi di esami da sostenere durante la gravidanza e a cosa servono? I primi esami utili sono quelli di diagnosi prenatale. Consentono di rilevare eventuali anomalie cromosomiche a livello di uno (o più) dei cromosomi investigati.

Vi consigliamo di effettuare il test del DNA fetale, si tratta di un prelievo del dna materna ed è il più accurato dei test di screening. Il Bi-Test, un’analisi del sangue, che misura la Gonadotropina Corionica e il Plasma Proteina Associata alla Gravidanza (PAPP-A).

Un altro esame che vi consigliamo è la translucenza nucale: è un’ecografia che misura lo spessore dei tessuti della nuca del feto.

I consigli che via abbiamo appena suggerito provengono dall’utilissima infografica studiata e redatta dalla Fondazione Università Niccolò Cusano che vi invitiamo a consultare, potete trovarla seguendo questo link https://www.unicusano.it/blog/universita/fondazione-unicusano-consigli-gravidanza/.

Arrivederci al prossimo post! Buona giornata!

“L’educazione è cosa del cuore.”

Abbiamo scelto un famoso aforisma di Don Bosco come titolo di questo nostro primo post sull’educazione dei bambini. Non vi daremo decaloghi e non vi diremo subito i 5 errori da evitare. In questo post saranno due i capisaldi: amore e ascolto.

Educare con e all’amore

Si! L’educazione è cosa del cuore e deve sempre partire dall’amore.

Ci sono bambini che a 4 anni già conoscono 5 capitali, i pianeti o sanno contare fino a 10. E molto spesso ci sono genitori, intrisi di quella competitività tipica della nostra società, che fanno una standing ovation ad ogni capitale in più imparata dal proprio bimbo. Ma come sta quel bimbo? Come si sente? Sotto pressione è ovvio, a 4 anni già si sente in gara contro tutto e tutti. Ma siamo sicuri che i nostri bambini abbiamo bisogno di queste cose???

La prima e unica certezza che i bambini dovrebbero avere è che i loro genitori e le persone che li circondano li amano senza riserve. Hanno bisogno di sentirsi al sicuro tra le braccia di mamma e papà, di inzupparsi di fango nel parco, di “aiutare” mamma mentre prepara il dolce, di poter dare libero sfogo alla loro fantasia. Ma non è sempre così. Questa nostra società malata cresce bambini che contano fino a 10, ma che hanno paura di giocare sotto al sole, che non ascolteranno mai una fiaba dal papà, a cui non importa il disegno fatto apposta per lui all’asilo. Ma cosa c’è di più emozionante di avere tra le braccia il tuo bimbo, mentre sta per addormentarsi con il suono della tua voce che gli sussurra una fiaba o una filastrocca per la notte? Certo non conoscerà i pianeti del sistema solare in base alla distanza dal sole, ma magari ci chiederà chi accende la luce in cielo quando ci sono i lampi durante un temporale.

Solo così potremo donare ai nostri bambini un’infanzia perfetta: condividendo con loro ogni momento magico che lui ci regala. I piccoli geni molto spesso sono bimbi infelici, per cui dobbiamo avere rispetto dei suoi tempi e dobbiamo essere felici insieme a lui ad ogni passo in avanti nella vita.

Educare i bambini all’ascolto

Amare e ascoltare: è questa la ricetta perfetta. Quante volte avete sentito dire da un genitore: “Mio figlio non ascolta!”. La responsabilità non è sua ma di noi genitori. I bambini che sanno ascoltare, prima, sono stati ascoltati. La capacità di ascoltare si sviluppa già dalla primissima infanzia e durante tutto il corso della crescita solo se il genitore recepisce i segnali del bimbo e sa rispettare le sue capacità in base all’età.

Soprattutto in età prescolare, per abituare il bambino all’ascolto è bene spiegare prima cosa si andrà a fare. Così il bambino capirà che non spetta a lui decidere e i paletti che noi gli mettiamo lo abitueranno ad ascoltare. Un’altra buona prassi per educare all’ascolto il proprio bimbo è quella di raccontargli in maniera divertente cosa è successo a voi durante la giornata: così imparerà ad ascoltare, a rispondere alle domande che voi gli porrete di ritorno dall’asilo e a raccontarsi. Se il vostro bimbo sta cercando di spiegarvi qualcosa, anche la cosa più insensata, prestategli davvero attenzione e se non avete tempo giustificate sempre il vostro comportamento, spiegategli il perché. Rispettatelo e prendetelo sul serio anche imparerò a prestare attenzione agli altri quando gli parlano.

Arrivederci al prossimo post!

Il Giocattolo: il primo tentativo di comprendere il mondo.

Si per i bambini il gioco è una cosa seria, anzi, serissima! Perché?

Giochi e giocattoli per i bambini non sono solo sinonimo di divertimento. Per loro è il primo modo di comunicare, di confrontarsi con la realtà, di apprendere e di esplorare il mondo in base ad una sola variabile: la fase di sviluppo (l’età).

Il gioco è fondamentale fin da subito per sviluppare le proprie abilità cognitive e motorie. E’ un bisogno spontaneo determinato dai suoi istinti. Pensate alle prime forme di gioco. Il bimbo che gioca con il volto o i capelli della mamma o che osserva le proprie mani che giocano con i piedini sono degli esempi.

Inoltre il gioco consente loro di mettere alla prova le proprie capacità senza riflettere: giocando appunto. Permette ai bambini, senza rendersene conto, di acquisire nuovi concetti e nuove abilità. Ecco un esempio.

Le braccia e le gambine, all’interno della culla, si muovono spesso. Per puro caso finisce per toccare un giocattolo vicino ai suoi piedini. Il giocattolo, improvvisamente, inizia ad emettere luci, colori e suoni nuovi. Inizialmente il bambino non sa da cosa dipendono tutte queste novità, ma dopo aver colpito, con intenzione, il giocattolo per giorni e giorni, scoprirà che toccando il giocattolo con il piede, questo prende vita. Vedete? Senza rendersene assolutamente conto, giocando, ha acquisito una nuova abilità.

Crescendo il bambino comincerà ad avvertire delle emozioni proprie. A questo punto cercherà degli oggetti che può usare per manifestarle. Chissà quanti di voi avranno osservato il proprio bimbo intento a maltrattare o ad “amoreggiare” con i propri giocattoli. In quei momenti il bambino sta, semplicemente, mettendo in scena il proprio sentimento di amore ed odio che ancora non sa tenere bene a freno.

Dopo la sfera emotiva c’è quella motoria. E’ il momento dei giochi del riempire e dello svuotare, del chiudere e dell’aprire, del costruire e del distruggere. In questo momento non serviranno giocattoli, tutto in casa può essere un gioco. Ad esempio allenerà le proprie braccine aprendo e chiudendo gli sportelli della cucina. Si tratta di pura e semplice attività fisica.

Dunque, in conclusione, è inutile arrovellarsi sulla scelta del giocattolo perfetto. L’unico aspetto da tenere a mente è una solo: è necessario capire quale sia il giocattolo che più si avvicina ai bisogni del vostro bimbo in base alla fase di sviluppo in cui esso si trova.